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Gli Altri Docenti - Stefano Rabbolini - Sara Sartini - Paula Boschi -
Lorenzo Lavia

CINEMA, TEATRO, TELEVISIONE

 
I° GIORNO: 1) esercizi di rilassamento
  • la respirazione
  • la musica
  • gli stimoli esterni
2) ascolto attivo
  • l’altro come risorsa
  • l’attenzione
  • la disponibilità
3) gestione delle emozioni
  • ansia
  • ansia da prestazione
  • timidezza
4) improvvisazioni guidate
  • la creatività
  • l’immaginazione
  • l’espressività
 
II° GIORNO: 1) la recitazione
  • la voce
  • il linguaggio non verbale
  • il corpo che racconta
2) il lavoro dell’attore sul personaggio
  • costruire il personaggio
  • conoscerne la storia
  • capirne la struttura
3) l’interazione con gli altri
  • esercizi di gruppo e a coppie
  • il lavoro di gruppo
  • le sensazioni condivise
4) improvvisazioni libere
  • la fantasia
  • l’azione scenica
  • il ritmo

Le Lezioni avranno cadenze mensili per un totale di dieci mesi e si articoleranno in un modulo di due giorni (sabato e domenica) con i seguenti orari:

ORARI

 – Sabato: ore 10.00 – 13.00 | 14.00 – 19.00
 – Domenica: ore 10.00 – 13.00 | 14.00 – 17.00

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Durante l’anno accademico, il Casting Director Stefano Rabbolini terrà due sessioni di casting finalizzate a verificare i progressi degli allievi e a far apprendere le dinamiche base del casting per attori.

OBIETTIVO FINALE:

Tutti ì partecipanti prenderanno parte a uno spettacolo teatrale incentrato sul monologo.

 

… Ḕ un viaggio affascinante e pieno di opportunità!

L’opportunità di conoscere, dar voce e ascoltare le nostre emozioni più autentiche, stare in contatto con la gioia, l’entusiasmo, la fantasia, ma anche con l’ansia, con la timidezza, con la paura del “giudizio degli altri” che, più di ogni altro fattore, condiziona se non paralizza la nostra voglia di agire, di esprimere, di essere.

Con le emozioni, viene spesso istintivo confliggere, perché non le conosciamo, le temiamo e le viviamo come un limite quando invece nascono per essere una risorsa. La nostra risorsa. Quell’ingrediente meraviglioso che ci rende autentici e unici come e di più del nostro nome.

Attraverso l’acting teatrale si da corpo e forma ad un percorso agile e divertente, durante il quale si entra in contatto in maniera complice con la nostra parte più bella e suggestiva. Quella interiore, dove risiede la fantasia, l’immaginazione, la creatività. Quella parte dove troviamo la nostra espressività. Per portarla alla luce e toccare con mano quanto la comunicazione emotiva ci consenta di essere unici ed incisivi, suggestivi e persuasivi nelle nostre forme di contatto con il mondo.

Comprendere se stessi per capire meglio gli altri e instaurare una comunicazione fluida e produttiva.

Uno stage rivolto a chi vuole conoscere l’acting teatrale, a chi ne vuole approfondire la tecniche e aspetti, a chi semplicemente è stanco di essere condizionato dall’ansia, dalla timidezza, dal “giudizio degli altri”.

Un percorso che aiuta a comprendere i motivi per i quali vale la pena mettersi in gioco, aprirsi al mondo e porsi l’obiettivo di spostare, un pochino più in la,  l’asticella della nostra disponibilità verso la chiamata a nuove avventure.

Partire da un atteggiamento di valutazione e disponibilità, piuttosto che da un contegno di chiusura e resistenza al nuovo, questo è l’ambizioso traguardo che si deve porre chi vuole affrontare il lavoro dell’attore.

Ma anche e soprattutto chi vuole provare a vivere la vita in generale con un atteggiamento attivo e propositivo, piuttosto che passivo e abitudinario.  Arrivare ad essere curiosi di sapere cosa c’è oltre i limiti personali, andare ad esplorare le sconfinate risorse che ci regalano, la fantasia e la creatività che, magari, non avremmo mai creduto di avere o che non abbiamo mai sfruttato nelle loro integrali potenzialità.

Esserci anche per poter dire semplicemente: “c’ho provato”, esserci per poter acquisire un atteggiamento orientato sempre verso ciò che verrà, piuttosto che verso ciò che è stato, verso la soluzione e non verso il problema.

Due giorni durante i quali conoscere o approfondire le proprie capacità di attenzione, d’immaginazione, le proprie capacità di sentire e ricreare emozioni che danno vita al personaggio. Esserci per comprendere sul campo, con esercizi pratici, la sensazione di mettersi nei panni dell’altro, di un altro ancora, di tutti gli altri che posso comprendere e contenere.

Scoprirsi.

E scoprire che, molto spesso, siamo stati concepiti per essere migliori di come ci siamo costretti a diventare o, perché no, di come ci hanno fatto diventare.

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